Posted in dicembre 2011

voluntas.

Mi sono sempre chiesto cosa potesse succedere alle trame ben costruite dei film dopo i titoli di coda. Chissà se davvero alla fine il buono vince, costruisce una famiglia felice, riesce a pieno nel lavoro, si gode la pensione e poi, alla fine dei suoi giorni, si spegne, felice, tra le braccia della donna amata. Banalità in fondo. E’ il futuro standard a cui ogni essere tende, uno spegnersi tranquillo, giusto per non rischiare. Pensare di voler arrivare già alla pensione piuttosto che spezzarsi la schiena a lavorare per anni, è lo stesso principio in fondo. Questione di tempo, questione di volontà. Preferir non vivere piuttosto che soffrire; la vigliaccheria è un mezzo che vanifica qualsiasi fine.

rumour has it.

una persistente insoddisfazione si impossessò del suo modo di filtrare le cose. niente di quello che aveva, aveva la forma di ciò che avrebbe voluto, nulla lo acquietava fino in fondo. aveva una bilancia tarata in chilogrammi e gli venivano offerte costantemente nient’altro che briciole. e per quanto fingesse di poter farsi bastare milligrammi di affetto, il resto di ciò che non gli veniva somministrato gli bruciava in petto.

fu così che morì ben presto ustionato.

 

 

così.

Quando sarò capace d’amare 
con la mia donna non avrò nemmeno 
la prepotenza e la fragilità 
di un uomo bambino

Quando sarò capace d’amare 
vorrò una donna che ci sia davvero 
che non affolli la mia esistenza 
ma non mi stia lontana neanche col pensiero. 

Vorrò una donna che se io accarezzo 
una poltrona, un libro o una rosa 
lei avrebbe voglia di essere solo 
quella cosa

Quando sarò capace d’amare 
vorrò una donna che non cambi mai 
ma dalle grandi alle piccole cose 
tutto avrà un senso perché esiste lei. 

Potrò guardare dentro al suo cuore 
e avvicinarmi al suo mistero 
non come quando io ragiono 
ma come quando respiro

Quando sarò capace d’amare 
farò l’amore come mi viene 
senza la smania di dimostrare 
senza chiedere mai se siamo stati bene. 

E nel silenzio delle notti 
con gli occhi stanchi e l’animo gioioso 
percepire che anche il sonno è vita 
e non riposo. 

Quando sarò capace d’amare 
mi piacerebbe un amore 
che non avesse alcun appuntamento 
col dovere 

un amore senza sensi di colpa 
senza alcun rimorso 
egoista e naturale come un fiume 
che fa il suo corso. 

Senza cattive o buone azioni 
senza altre strane deviazioni 
che se anche il fiume le potesse avere 
andrebbe sempre al mare. 

Così vorrei amare.

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