love is not a competition. sento questa frase imbevuta in ogni pezzo di canzone, in ogni manuale del perfetto amante. però poi è strano rendersi conto che tutte le persone, tutte, trattano l’amore come se fosse una gara in cui farsi il meno male possibile, in cui l’unico scopo, il fine ultimo, non è tanto l’amare quanto quello di essere amati ad ogni costo.
io amo di meno, tu invece soffri di più. ho vinto io. / tu non dormi la notte, io voglio solo sesso. hai perso tu.
E tutto ciò mi da un senso di tristezza indescrivibile. Cazzo, io non so granchè su cosa possa essere il vero amore, sono poco esperto in materia, ma, cazzo! Possibile che si debba badare solo a sentirsi bene e basta? Dove è finita la gioia del donarsi? La soddisfazione enorme che si può ottenere solo quando ricevi il sorriso della persona che ti sta accanto? Possibile che ci siano vinti e vincitori? E anche nel caso in cui ci siano, chi stabilisce che chi si fa meno male ha vinto? Se proprio qualcuno deve vincere, avrà di certo vinto chi ha amato. Chi si è messo in gioco e ha saputo affrontare se stesso e i propri limiti. Solo quella persona ne uscirà arricchita. Quindi se proprio ci sarà un vincitore, questo prenderà tutto, il bello e il brutto.
Una stretta di mano, un quaderno di ricordi, fiori appassiti al sole di un aprile ormai lontano. La guerra è finita.
Sono piacevolmente capitata su questo tuo bel blog, e non posso fare a meno di lasciarti qui il mio piccolo pensiero.
Hai ragione, l’amore dovrebbe essere qualcosa di puro, dove non esistono bilanci, dove non esiste competizione, dove nessuno gareggia… Io l’ho provato quell’amore, ed ero felice di donarlo alla persona amata – ma, ahimè, quella persona non mi ha mai amato, perciò, inevitabilmente, ne sono restata scottata. Non penso di aver perso, perché vale sempre la pena di amare (anche solo per ricevere quel sorriso di cui parli), però è altrettanto vero che non si può vivere di solo amore donato. Non per sempre, almeno.
Un bacione!
Ti seguirò
Paola